Dalla sua parte “nella spiaggia degli ex pazienti”. Diana Gallo: “Bisogna raccontare le storie felici”

Perché nel comune si vive pensando che laddove c’è il dolore non possa esistere la felicità? Solo perché lottare per il proprio benessere, forse, è più difficile e impegnativo che restare lì fermi a lasciarsi guidare dalla sofferenza, e così anche dalla paura che questa riesce a generare.

Ma il dolore, la sofferenza che colpisce la vita degli uomini, anche quando sembra invadere totalmente la nostra, dovrebbe essere accolto come una dimensione che deve spingere l’individuo a muoversi dentro questo, cercando e trovando spazio, modi e risorse per continuare a vivere, con la consapevolezza del dolore, ma senza lasciarsi travolgere da esso in modo totale.

La prossima settimana con Dalla sua parte, saremo a Marina di Pisa, presso lo stabilimento dato in gestione a l’Alba Big Fish. Si tratta di uno lido  gestito interamente da ex pazienti psichiatrici. L’associazione si occupa del reinserimento sociale e lavorativo delle persone con disagio mentale.

Diana Gallo, la presidente, in un’intervista (dal 22esimo minuto circa) dichiara che occorre parlare delle storie felici, e in modo positivo della malattia mentale. Di chi riesce ad attuare, nella propria vita, un cambiamento della propria identità. E racconta dell’importanza delle relazioni sociali che aiuta nella trasformazione delle persone.

Di rado ormai, ma capita anche che qualcuno identifichi Dalla sua parte in una storia di dolore e sofferenza.

Eppure in Dalla sua parte c’è una trasformazione vera. Il cambiamento, la rivoluzione di una venticinquenne, che non sceglie di lasciarsi guidare dal dolore, ma decide di andare verso la vita, affrontando i propri bisogni, le paure che “incontra”,  scegliendo dunque, ogni volta, di opporsi alla forza del dolore e andare così verso la riconciliazione con se stessa e poi con la propria famiglia e chi le vive intorno.

Dalla sua parte è una storia felice proprio per questo, perché la protagonista, nella consapevolezza del dolore non si ferma mai con esso, lo prende sotto braccio, perché è impossibile far finta che non esiste, ma poi lo elabora. Per essere felici occorre desiderarlo con forza, ma questa forza dev’essere sempre più importante di quella che la sofferenza vuole imporci.

Ne parleremo presto, a Marina di Pisa.

Vi aspettiamo

a presto,

Rose

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