A Marina di Pisa si alleggerisce la valigia e si riempie l’anima

Siamo rientrati da Marina di Pisa, dove, presso lo stabilimento Alba Big Fish abbiamo presentato Dalla sua parte.

Un incontro che ha dato spazio e voce a varie realtà. Eva ha raccontato la sua esperienza, senza entrare nei particolari, ma raccontando di come lei oggi riesce a vivere senza psicofarmaci e confrontandosi con un gruppo di auto-aiuto dove chi vive un disagio si incontra e si confronta con gli altri.

C’è stata Elena, che ha raccontato la sua esperienza a seguito di un tumore. Prima la sua chiusura, poi il coraggio di condividere le sue paure e uscire da quella chiusura in cui si era rintanata.

E c’è stata Gemma che ha parlato dell’importanza di verbi come, curare, condividere, combattere e confrontarsi quando si vivono disagi molto forti.

Accanto a me Diana Gallo, la presidente di Alba Big fish. Ma anche Liliana Dell’Osso che  ho ascoltato con grande piacere. Ha letto il libro con attenzione, cura, riuscendone a estrapolare le frasi principali, a esaltarne lo stile, come i contenuti.

Abbiamo discusso dell’importanza di andare nelle scuole. Di portare Dalla sua parte dai giovani, da chi sarà uomo o donna negli anni a venire. Della necessità di andare a sentire come stanno, come vivono questi disagi, con quali paure e quali urgenze.

L’intervento di Roberto Tardini, invece, è stato quello di un uomo che si è immedesimato nel padre di Francesca, la protagonista de libro. Ha parlato da ex alcolista, bipolare, ma soprattutto con la voce di chi nell’essersi riconosciuto in pagine e parole ha voluto partecipare perché in Dalla sua parte ha letto non solo una storia che ha affrontato con cura il tema della depressione bipolare, ma ci ha trovato tutto: anche le relazioni sociali, familiari e personali, che sono importantissime nella vita di ciascuno.

“C’è tutto in questa storia”, mi ha detto. L’ho ascoltato, con gioia.

Tra le parole che oggi porto nel cuore quelle di Paolo, “Sono bipolare – mi ha detto – e vorrei chiederti una copia e una dedica”
“Certo! Grazie… ti chiami come uno dei protagonista maschili del libro, sai?
“Sì, ti ho ascoltata, grazie delle parole, acquisto il romanzo per me, ma soprattutto lo farò leggere a mia figlia. Sai, lei si arrabbia sempre con me, non ci crede che sono malato”.

Dico sempre che le esperienze delle persone non sono e non possono essere identiche. Che si può raccontare la propria esperienza personale per condividere, ma non possiamo mai pensare che la nostra debba essere la soluzione per tutti.

Così ho sorriso a Paolo, l’ho ringraziato con poche parole: “Devi avere pazienza Paolo, ogni figlia ama il proprio papà, anche se lo tiene segreto, anche se non riesce a dirlo e lo manifesta con rabbia. L’amore è spesso nascosto sotto la rabbia. Verrà il giorno che questa cederà il posto a sentimenti più sereni, ma dovete essere bravi entrambi. A capirvi, prima di tutto”.

La comprensione. E’ tutto nella vita. Forse dovremmo partire o ripartire tutti da questa.

A presto,

Rose

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