Dalla sua parte e la fortuna di nascere uomini. Ripartiamo da Roccasecca

La fortuna di nascere uomini sta molto nell’essere in grado di scoprire e saper riconoscere le proprie passioni, quale deve essere nella vita la propria strada e prima lo si riesce a capire, prima si è in grado di rendere la nostra esistenza affine alla nostra anima.

Questa oggi è la fortuna più grande che conosco.

In molti trascorrono la vita senza sapere cosa amano, verso cosa sarebbero portati,  senza avere l’opportunità di darsela questa occasione importante di vita, perché non tutti sono in grado di scoprirlo e quest’incapacità, questa mancanza di fortuna, alla lunga, nelle persone può causare malinconia, tristezza, una grande pecca nella vita dell’uomo.

La prima volta che ho messo le mie mani sulle lettere era su una macchina da scrivere, intorno a quattro anni, mi raccontano a casa. A sei anni avevo deciso che da grande avrei dedicato la mia vita alla scrittura. Perché? Avevo letto un romanzo Mavì mia vita, mi commossi molto per la separazione di un soldato dalla sua donna. Questa separazione leggendola l’ho vissuta con tale forza e sofferenza da capire subito quanto fosse straordinario come le storie narrate possono emozionarti e regalarti vita.

A trentacinque anni ho pubblicato Dalla sua parte, con tutta la forza, l’amore, e il desiderio di far conoscere il disturbo bipolare a chi non ne sa nulla, ma soprattutto di condividere la storia della protagoniste con chi nella vita è vero protagonista di questo disagio e di tutti i cambiamenti e gli stravolgimenti che la patologia può apportare alle persone che gli vivono intorno.

Agli uomini, perché non si stanchino mai di cercare nella loro esistenza la propria vita, quella che li rende vivi e ogni giorno fa battere loro il cuore.

Dalla sua parte. Ricominceremo gli appuntamenti nella nuova stagione, a partire dal 21 settembre. Saremo, felici!, a Roccasecca con Fabio Sebastiani e Pino Di Maula.

A presto, Rose

 

(…) So che papà in questo periodo è piuttosto silenzioso.
− Non parla − mi ha confidato Lina − neanche se gli fai le domande. Non vuole. Chissà – ha specificato e concluso con sconforto.
Io non so assimilare questa dimensione se non come l’ennesima sfaccettatura e sfumatura della sua patologia.
Mi sono abituata persino a questi continui cambiamenti. Mi fa ancora male chiedermi ogni volta cosa pensa lui dentro di sé e a quante novità ancora dovrò adattarmi.
Ci sono momenti in cui soffre molto e con una consapevolezza che fa paura.
Lo so.
Sfilo l’abito dall’armadio per appenderlo sulla mensola più alta della libreria e mi accorgo che pensare al silenzio che troverò in casa mi dà sollievo e vigore. Sembra distrarmi, almeno un po’, da questa malinconia che mi ha raggiunta.
Vado a cercare Ciprino per dedicarmi ai cinque minuti di gioco prima di coricarmi nel letto.
(…) da Dalla sua parte

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...