Buon anno, perché “dalla nostra parte!”

ImageCi sono esperienze, sogni, momenti che si vivono in modo così intenso e particolare che diventa difficile anche da raccontare. A volte sembrano attraversarci, mentre noi vorremmo essere lì pronti a godere e a saper dar valore ad ogni istante per quello che meritano e sanno consegnarci.

Dalla sua parte ha avuto un percorso difficile, lento e travagliato prima della sua pubblicazione, ma forse perché sono “lenta e travagliata” anche io. Ci sono state case editrici che lo hanno apprezzato, che lo avrebbero voluto mutandone personaggi, luoghi, togliendo personaggi che io invece amo molto. C’è una persona molto importante Francesca, la mia maestra delle elementari – resto tutt’ora una montessoriana convinta! – che, quando non ero che una bambina, mi ha insegnato un principio fondamentale per la mia vita: “la mia libertà finisce dove finisce quella degli altri”. Questo per me implica il suo esatto contrario.

Io, in tutta franchezza, avrei perso molto della mia libertà nel “manomettere” la storia di Dalla sua parte. E così, piano piano ho scelto e ho scoperto di avere tra le mani il coraggio di prendere il mio romanzo e consegnarlo a una piccola casa editrice, edizioni ensemble, che ha accolto questa storia così come l’ho scritta ed è diventata poi il mio romanzo d’esordio. Era quasi un anno fa, marzo 2013.

Oggi mi viene in mente Lessico famigliare, e la Ginzburg, quando ha scritto: “Benché tratto dalla realtà penso che (questo libro) si debba leggere come se fosse un romanzo: e cioè senza chiedergli nulla di più, né di meno, di quello che un romanzo può dare. (…) …la memoria è labile, i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e schegge di quanto abbiamo vissuto  e udito”.

Dalla sua parte in fondo è un semplice romanzo. Una storia che a tratti ha visto la sua creazione in parte della mia esperienza personale, quella che ho scelto di mettere a servizio delle scrittura con il desiderio di raggiungere lettori che avrebbero potuto scovare in personaggi e storie del romanzo un sorriso di speranza, la forza della condivisione, il coraggio di mettersi in gioco nella vita, per la propria, e quella degli altri.

Il coraggio di amare, anche questo, perché per amare davvero non basta il sentimento, occorre coraggio, sostanza, consapevolezza, pazienza, comprensione. E’ necessario non trascurare mai il senso profondo di ciò che viviamo, e riconoscerlo.

Occorre restare uomini, umani, davanti a tutto e permettere di lasciarci guidare sempre dalla forza del voler bene a noi stessi, unico terreno fertile per amare gli altri.

Il 2013 per me è stato un anno importante perché Dalla sua parte è venuto al mondo e ho potuto consegnarlo a chi ha voluto leggere e intende farlo ora. non un semplice libro, ma un progetto che nel corso di questi mesi è diventato un lavoro condiviso da addetti ai lavori, giornalisti, utenti, familiari, studenti, amici, conoscenti,  ma anche la mia famiglia, i miei fratelli, mio padre e mia madre. A modo mio, a modo loro. Ma con amore.

Dalla sua parte segna il mio 2013, ma grazie a tutti voi, che mi avete accompagnata, che lo avete accompagnato, che lo aspettate e che avete saputo condividere con me il valore che so attribuirgli. Sono mesi difficili, molto, perché occuparsi di cultura in Italia per me è una sfida. E questa sfida, mi ripeto ogni giorno senza stancarmi, mi rendo conto di poterla perdere – al limite – ma solo dopo aver lottato fino “all’ultimo respiro”.

E’ per questo che spero per me e per tutti che il 2014 possa essere prima di tutto la continuazione di un impegno preso, per me la scrittura; perché scrivere, non è una semplice passione, ma un impegno che io non so vivere in modo diverso da come riesco a trasmettere.

Che l’anno a venire possa essere dunque, prima di tutto, la continuazione di qualsiasi passione, impegno, amore vi tenga in vita; e che ciascuno di voi possa riconoscere quale sia la poesia, la bellezza, l’amore, il romanticismo che può  guidare la propria vita e di questo riconoscere ne faccia resistenza e libertà, per se stesso e gli altri.

E continuerò a raccontarvi, tramite Rose, che per tutti quelli che me lo chiedono esiste semplicemente perché mi aiuta a dire quello che altrimenti resterebbe nella mia vita privata. Rose dà voce alla mia riservatezza, tutto qui. E continuerò a scrivere per non tradire i miei sogni di bambina, e perché, come ho già scritto, i bambini non vanno mai traditi, neanche da loro stessi quando diventano adulti. Cercate la vostra voce, e date voce ai vostri pensieri. Il silenzio bisogna saperlo far ascoltare. Grazie per questo viaggio insieme!

A presto,

Rose

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