15 gennaio – Recensione il manifesto, a cura di Carmelo Albanese

Il romanzo di Isa­bella Bor­ghese (Dalla sua parte, Edi­zioni Ensem­ble, pp. 192, euro 15) è sul dolore e il disa­gio psi­chico. Seguendo le vicende di Fran­ce­sca, pro­ta­go­ni­sta del romanzo, si ha infatti l’opportunità di entrare in empa­tia con la sof­fe­renza, con il rimosso, di guar­dare con atten­zione e senza tabù, quella che tra le pos­si­bili pato­lo­gie dell’essere umano è ancora oggi, a più di trent’anni dalla legge Basa­glia, la più nasco­sta di tutte: il disa­gio psi­chico.Dalla sua parte è la sto­ria di una donna il cui padre è affetto da un grave disturbo bipo­lare e spesso alle prese con pro­blemi di alco­li­smo. La vita di Fran­ce­sca è una vita nor­male, eppure die­tro ogni momento della sua «nor­ma­lità» si nasconde l’ombra del suo con­tra­rio. In ogni fase della sua vita, sente il peso del disa­gio che le è capi­tato in sorte. Fran­ce­sca incon­tra dap­prima l’arte e le sem­bra di aver tro­vato una via d’uscita. Sco­prirà che per lei non è così. Poi prova ad inna­mo­rarsi, ma sem­pre con dif­fi­coltà. Vive ogni cir­co­stanza accom­pa­gnata da paure pro­fonde. Fugge da se stessa e dagli altri, rima­nendo costan­te­mente in un limbo emo­tivo. Anche il rap­porto con la madre è ini­zial­mente con­flit­tuale. Fran­ce­sca prova ad attri­buire a lei la respon­sa­bi­lità della situa­zione fami­liare, ma com­prende che non è così.

Il romanzo, oltre ad essere scritto bene, è impor­tante per­ché parla della malat­tia men­tale e delle dif­fi­coltà, spesso vis­sute in una con­di­zione di quasi totale segre­tezza e ancora ai mar­gini della ver­go­gna pub­blica, dei sin­goli e dei loro fami­liari. È para­dos­sale che pro­prio in un periodo di alto disa­gio sociale come que­sto, dove tutti gli studi di set­tore ven­gono a dirci dell’aumento di pato­lo­gie psi­chi­che e del con­se­guente incre­mento nel con­sumo di far­maci anti­de­pres­sivi, regni asso­luto il silen­zio intorno a que­sti argo­menti. Appare irri­man­da­bile ripren­dere lo straor­di­na­rio cam­mino di libertà ini­ziato pro­prio con Franco Basa­glia più di trent’anni fa. Il merito di que­sto romanzo è dun­que la capa­cità pro­prio di affron­tare il disa­gio psi­chico, descri­vendo la con­vi­venza con esso con com­pe­tenza e sen­si­bi­lità. Apprez­za­bile è anche l’idea di pre­sen­tare il libro nelle scuole, ai bam­bini, «per­ché pro­prio alla loro età comin­ciano a cono­scere pro­ble­ma­ti­che fami­liari ana­lo­ghe e solo con la con­di­vi­sione della loro espe­rienza pos­sono ini­ziare a sen­tirsi com­presi», ha dichia­rato l’autrice. Con­di­vi­dere dun­que, piut­to­sto che chiu­dere nella segre­tezza, che prima era garan­tita dai muri dei mani­comi e ora da quelli domestici.

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