Intervista a cura di Luciana Cameli, blogitaliano.net

Isabella Borghese è giornalista e scrittrice.Il suo primo romanzo è “Dalla sua parte” (Edizioni Ensemble) uscito nel 2013. Ha presentato il suo libro in librerie, spazi culturali e scuole.

Il libro percorre la storia di una donna che oltre a fare i conti con se stessa, si ritrova a gestire i problemi e sentimenti di chi la circonda. Viene trattato il tema del disturbo bipolare e dell’amore libero senza nessun compromesso. La protagonista oscilla tra fughe e rifugi cercando di non pensare al passato e di superare ogni cedimento. Ma in realtà può essere più forte di quanto sembra e nel momento in cui trova tutto e perde tutto, ricomincia a respirare intenta a cercare e trovare ancora.

La scrittura di Isabella ti avvolge, coinvolge, emoziona e coccola dalla prima all’ultima parola.

Ho parlato un po’ con lei.

Isabella Borghese, giornalista e scrittrice. Quanti colori e sfumature hanno la tua scrittura?

Mi interessa, nella scrittura, tutto quello che riguarda l’uomo come persona e anima, motivo per cui la mia attenzione si sposta dalla narrativa all’ambito giornalistico, in modo particolare nel settore del diritto alla casa.

“Dalla sua parte” è il tuo primo romanzo, come è stato accolto?

A quasi un anno dall’uscita (marzo 2013) posso dire di essere molto entusiasta del percorso che sto facendo. Purtroppo raggiungere le librerie è molto faticoso, la casa editrice è piccola, ma questo scoglio non mi ha impedito di attivare con buoni risultati incontri con associazioni, comunità, licei, tutti ambiti in cui la storia che ho narrato è stata accolta con molto interesse.

Nel tuo libro si parla di disturbo bipolare, un sintomo psicologico purtroppo molto diffuso, cosa volevi evidenziare?

Ho raccontato la storia di una famiglia, ma nello specifico come mutano le relazioni stesse all’interno di un nucleo in cui un padre soffre di disturbo bipolare e i figli devono imparare a convivere con i genitori e a vivere anche la propria vita come individui singoli. E’ molto intricato. I cambiamenti, i passaggi, i ripensamenti, possono essere molto forti e anche nella propria vita personale. Ma è importante non fermarsi mai.

I protagonisti della storia sanno scegliersi, ma non necessariamente intendersi. La scoperta è una cicatrice o solo un taglio?

La scoperta è una rivelazione, dunque una possibilità che ci offre la vita, la nostra interpretazione di essa, e la nostra capacità di volercela dare questa possibilità. Dico sempre che il dolore non possiamo cancellarlo, ma per volerci bene è necessario imparare a conviverci, trovare nel dolore stesso risorse per proseguire. La scoperta è la consapevolezza di avere una cicatrice, ma imparare a saperla portare, anche mostrare, e vivere con essa.

Tu credi nel potere delle parole?

Moltissimo. Nelle parole, ma soprattutto nel loro modo di legarsi che poi diventa il modo di raccontare e dunque raggiungere l’anima delle persone. Io scrivo per non tradire i miei sogni di bambina, lo dico sempre, ma anche per difendermi da me stessa qualche volta. E’ stata sempre la mia difesa la scrittura.

Cosa ti infastidisce?

La disattenzione verso gli altri. L’apparenza quando è futile. L’invadenza. La mancanza di rispetto. La chiusura quando non permette di capire chi abbiamo di fronte. L’arroganza. I finti intellettuali. La prevaricazione. La finzione. E la vita mi porta sempre ad allontanarmi da tutto questo. E’ la mia necessità. Bisogna sempre scegliere nella vita, a costo di soffrire, ma mai essere scelti.

La vita è un gabbiano che vola o un corvo che osserva?

Io sono un’osservatrice. Osservare è ciò che amo di più perché mi permette di capire e poi scegliere quale deve essere la direzione del mio “volare”. Non si può volare a caso, prima occorre osservare, e scegliere.

Tu sei felice?

Sono una persona nostalgica, e amo la nostalgia, mi ci cullo teneramente in casa tra i miei ricordi e altro. Sono consapevole che nella vita la tristezza c’è come la serenità, che qualche volta diventa momenti brevi di felicità. Sono felice perché sono anche triste. E dovremmo crescere ed educati con la consapevolezza che non può esistere l’una senza l’altra. essere tristi fa parte della vita, perché ostinarci a stupirci ancora? La tristezza passa, come la felicità.

Chi o cosa cambia il mondo?

Penso che i cambiamenti partono dal nostro personale modo di stare al mondo, con gli altri, rispettando la nostra libertà e quella di chi ci è vicino. E’ importante fare bene nel piccolo, perché nel grande osservo solo una grande distrazione da parte del potere. Ma noi siamo “il quotidiano” e nel quotidiano, per stare bene, abbiamo l’obbligo e la responsabilità della correttezza verso gli altri. Possiamo avvalerci dell’astuzia, ma mai della furbizia.

C’è crisi?

La vedo ogni giorno: negli amici che perdono il lavoro, nella fatica del mio impegno quotidiano, nelle micro imprese che chiudono, nei negozi che abbassano le saracinesche, nelle famiglie che perdono la casa, che non hanno soldi per gli affitti… Spero che questa crisi porti a un cambiamento, e a un circolare di idee, a volte sono anche queste a mancare.

Stai scrivendo il nuovo romanzo, qualche anticipazione?

E’ un lavoro molto differente da Dalla sua parte. Varie le tematiche: la crisi della mobilità romana che affronto in modo surreale, tanto è assurdo. Poi c’è silenzio. Il tema principale che descrive il personaggio maschile principale non l’ho ancora rilevato. Mi son avvalsa però di uno studio approfondito con un ricercatore.

Secondo te è possibile liberarsi dalle catene?

Rosa Luxemburg diceva che “Chi non si muove, non può rendersi conto delle proprie catene”. E’ vero. Credo che per essere liberi la vera difficoltà siano i percorsi per il raggiungimento della libertà stessa. Bisogna farsi carico di grandi sofferenze, rinunce, e tenere sempre sott’occhio i nostri obiettivi, da cui trarre la forza necessaria.

I pensieri sono un assaggio, passaggio o miraggio?

I pensieri ci cullano, ci fanno riflettere, ci portano altrove, ci fanno tornare dove eravamo. Sono dei piccoli viaggi, dei passaggi fondamentali.

Vuoi dire qualcosa ai nostri lettori?

Dalla sua parte ha avuto un percorso lungo prima della pubblicazione. Mi è stato consigliato sempre da addetti ai lavori di iniziare con altri testi per uscire come autrice. Ma non ho voluto, ho deciso di proseguire per la mia strada, senza catene appunto. E oggi continuo a pensare che se non ci fosse stato Dalla sua parte, non sarei mai esistita io come autrice. Non mi sarebbe interessato. Ed è il valore più importante del romanzo. Per questo vi invito a “fare un viaggio” nel mio blog: https://dallasuaparte.wordpress.com/

[di Luciana Cameli]

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One thought on “Intervista a cura di Luciana Cameli, blogitaliano.net

  1. Comprendo il tuo essere nostalgica, ho visto come si possa rivisitare la propria vita nei ricordi, nei sogni, ma anche come stupirsi davanti alla bellezza dell’arte in tutte le sue forme…… Ecco questo mi hanno donato le tue Parole… lo stupore, sempre e comunque anche nel dolore, per la vita, l’amore, quale motore d’energia per vivere il quotidiano. Grazie e a presto con un altro libro!!!!!

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