L’emozione ha voce. La curiosità su Gemma fa piangere

Ci si sente così piccoli davanti a 80 studenti, ma è così bello! L’incontro al Liceo Ettore Majorana è stato, nell’arco di questo anno, tra i più emozionanti. Quando ho iniziato a pensare di parlare di Dalla sua parte nelle scuole mi son detta che confrontarsi con i giovani non è importante solo per noi autori che siamo lì a raccontare i nostri libri, ma perché è necessario che le nostre parole diano voce alle loro, quelle più segrete.

Non è presunzione. Ci sono libri che nascono con compiti e obiettivi ben precisi e il raggiungimento di questi è almeno una strada da percorrere, sui cui mettersi, valutandone i pregi e qualche volta dimenticando, volontariamente o meno, le difficoltà in cui si può inciampare.

La curiosità che il personaggio di Gemma ha destato sempre nelle domande di chi ha letto Dalla sua parte e ho incontrato mi ha colpita molto ogni volta. In molto luoghi, ovunque anzi, ho raccontato della sua importanza nella storia perché è proprio lei a segnare il distacco, la paura che Francesca prende dall’amore. Ho trascorso molto tempo a domandarmi se dietro tutto questo, se dietro questo personaggio che ho amato moltissimo, sin dall’inizio, potesse esserci una persona, un uomo o una donna, in cui io stessa mi sono rifugiata. Ne sono venuta a capo e non molto tempo fa.

Sì, c’è stata una persona che ha avuto un ruolo essenziale, direi unico, nei miei anni trascorsi e che poi, all’improvviso è morta, come accade nella vita che una mattina ti fa svegliare, ma senza qualcuno che c’era fino a ieri e tu sei lì a dirti, “Be’, io devo esserci ancora e devo proseguire bene…”. Ma si apre un vuoto, una distanza tra te e il mondo che colmarli è molto difficile. Forse è più immediato mettere solo da parte.

E così questa Gemma, in quella che io ho interpretato da poco essere una persona ben precisa sono riuscita a raccontarla/svelarla in un passaggio del romanzo nuovo. E l’ho voluto fare proprio perché tutti erano/sono incuriositi. E questo romanzo, seppur sia molto diverso da Dalla sua parte, mi ha permesso di collocarla bene, in uno spazio piccolo, ma tutto per sé.

Gli studenti del Majorana sono stati così bravi e attenti nel leggere il romanzo che di Gemma hanno chiesto e richiesto, finché mi son detta che meritavano la risposta che io avevo in testa, adesso ben precisa. Quella che ho custodito nel romanzo che uscirà in primavera e che a loro invece ho deciso di donare proprio. Perché? Perché mi ero detta da subito che il percorso nelle suole, con i ragazzi, avrebbe avuto un senso unico e solo nel rispondere alle loro domande con la verità. Perché le nostre verità possono essere le loro, un supporto, un aiuto, uno stimolo, ma anche solo un semplice conforto e/o confronto.

E così davanti a loro poi, per la prima volta, da un anno che giro con Dalla sua parte sotto il braccio, mi sono commossa senza riuscirmi a trattenere. Oggi lo capisco poco questo pianto, ma non tornerei indietro perché loro mi hanno domandato e cercavano una risposta che io potevo consegnarli. Io ero lì per loro. Solo per loro. Questo solo capisco, mi dico e mi basta.

E grazie all’Ettore Majorana e a tutti gli studenti e ai professori che hanno partecipato!

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3 thoughts on “L’emozione ha voce. La curiosità su Gemma fa piangere

  1. Grazie a te, Isabella, il tuo pianto è stato quanto di più umano si possa trasmettere ai giovani, liberare le emozioni e non aver timore di mostrarle è sempre un grande insegnamento e i libri ci aiutano a farlo!

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