8 marzo, un anno di Dalla sua parte e molto di più. Alle donne che lottano

donne_Se faccio un salto all’indietro ricordo che un anno fa, esattamente l’8 marzo del 2013, mi sembrava di compiere un’opera immensa: finalmente, orgogliosa, felice e altrettanto emozionata mi dirigevo all’Arion del Palazzo delle Esposizioni con il mio Dalla sua parte sotto il braccio, pronta – finalmente per presentarlo, per parlarne. Una grande conquista per me che “parlare” in pubblico fino a pochi anni fa mi è sempre sembrata quasi una violenza disumana.

Dalla sua parte è stato un progetto immenso proprio per questo: mi ha permesso di affrontare la mia vergogna, la mia paura, e soprattutto mi ha permesso di lottare contro quell’istinto che troppo spesso mi portava a scegliere il silenzio.

E so che il merito dev’essere soprattutto di questa forza interna enorme che mi riconosco sin da quando avevo sei anni, quando ho avuto ben chiaro che da grande avrei voluto diventare una scrittrice. Me lo dico anche oggi: “Non ho cambiato idea, da grande voglio diventare una scrittrice. Quindi scrivo!”. E dico “da grande” perché la mia strada di autrice è appena iniziata.

E’ bello che sia nato proprio l’8 marzo il mio esordio, sì. E’ bello perché l’8 marzo per le donne – ma anche per gli uomini – è una giornata da non scordare, che ha segnato  la morte di più di 100 donne, lavoratrici. La comunicazione ai tempi di internet – ci insegnano nei corsi – dev’essere piuttosto breve, perché gli utenti si annoiano a leggere sul web…

Prendo allora un ramoscello di mimosa e lo dedico a ogni donna – amica, insegnante, Mamma, giornalista, scrittrice, professoressa, psicologa… – che quest’anno si è spesa per Dalla sua parte, restituendo al mio lavoro una grande gioia, soddisfazione e entusiasmo nel condividere. Lo dedico a ogni donna che nel quotidiano porta avanti la propria battaglia personale, per stare al mondo e affrontare ogni fatica senza arrendersi mai. Lo dedico alle studentesse che mi hanno ascoltata e hanno cercato un confronto e un dibattito tra le pagine del libro. Alle donne delle comunità e delle associazioni che ho visitato e con cui ci siamo incontrate nelle parole, quando diventano strappi di vita da condividere, difficoltà o emozioni in cui riconoscersi. Lo dedico alle donne che lottano stando sempre accanto alle persone che amano e ancor di più a quelle che ogni giorno si spendono nella vita, nel lavoro per quello in cui credono e per gli altri.

Lo dedico alla libertà, perché è vero, è un privilegio sentirsi ed essere liberi, ma è altrettanto vero che la libertà richiede sacrifici enormi, rinunce importanti, un prezzo da pagare che solo quando si crede fortemente in qualcosa possiamo sentirci in grado di pagare. E anche agli uomini, a tutti quegli uomini che sempre e comunque sono dalla parte delle donne, con le donne.

E lo dedico a Dalla sua parte, e alla sua strada. Al suo anno di vita. E a voi tutti per seguirmi e seguire il romanzo.

A presto, Rose

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