La vita, e la magia del costruire

Anche la tappa a Torino di Dalla sua parte l’abbiamo fatta. L’ALMM in chiusura mi ha fatta socia onoraria dell’associazione e di questo gliene sono grata soprattutto per l’impegno e il sostegno che le associazioni dell’U.Na.Sa.M. stanno dando a questo mio esordio letterario.

Prima di partire ragionavo con le mie amiche del cuore, Cristina, Manuela e Monica, sulla stanchezza che spesso mi pervade, negli ultimi tempi, quando mi invitano a presentare il romanzo che oramai ha più di un anno di vita. Una stanchezza che, tuttavia, viene poi affiancata da un entusiasmo che si rinnova d’improvviso e che, in modo probabile, è ancora il vero motore di tutto.

Ancora, nonostante il tempo trascorso, e le presentazioni realizzate.

Promuovere un libro non è solo venderlo, non per gli autori. Non credo. Trattenere il proprio libro tra le mani e portarlo nelle presentazioni, nei luoghi deputati a queste, così come in altri luoghi dove forse è più facile raggiungere i “propri” lettori, significa sapere di dover dare a chi ci ascolta la stessa identica attenzione che si è data nella prima presentazione, perché ogni appuntamento è a sé. Concedersi alla stanchezza, allora, non è bene.

L’interesse di chi partecipa diventa ogni volta lo slancio vitale che ci consente di proseguire e, nello stesso tempo, di ricaricarci e così non perdere di vista il nostro progetto, qui Dalla sua parte, anche se tra le mani abbiamo già un altro libro da far conoscere, nel mio caso Una bella bici che va, un’antologia curata da me che contiene racconti sulla bicicletta; anche se a guidarci con forza oggi è la gioia di un nuovo romanzo in uscita a fine settembre, Gli amori infelici non finiscono mai (titolo provvisorio – Giulio Perrone editore) e persino la lavorazione di un altro. Insomma, da una parte l’amore per i “vecchi” progetti, dall’altra lo stimolo dato da quelli nuovi. La magia del “costruire”.

E in fondo la vita è costruire, mi dico. Costruire portandoci sempre dietro “pezzi di noi”, che siano libri, che siano persone, che siano luoghi, che siano oggetti, che siano incontri.

E così, mi son detta, ok, mi stanco!, che mi stanchi pure purché si vada avanti. E poi, non scordo, la gioia di una chiamata ricevuta mesi fa in cui mi è stato chiesto di spedire otto copie di Dalla sua parte per il Premio John Fante. E io John Fante me lo ricordo quando soffrivo con lui perché leggevo che scriveva e nessuno lo pubblicava, quando scriveva le lettere alla mamma ché aveva bisogno di soldi, quando non scriveva più ma dettava i suoi romanzi… e quando al pub dove lavoravo la sera, con Fabrizio e Francesco ci dicevamo, Cazzo! sarebbe stato figo conoscerlo. E poi, grazie a minimum fax e marcos y marcos, ho invece conosciuto Dan Fante, un  pezzetto di John. Siamo sempre pezzetti di qualcuno e di qualcosa che ci permettono di arrivare agli altri.

E insomma questo è la vita: andare avanti, nonostante la stessa vita facendoci, anche, pezzetti di altro.

A presto, Rose

 

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