The end. Dalla sua parte

isa_8marzoQuesto blog chiude. Ha raccontato il percorso di Dalla sua parte, il mio romanzo di esordio, un percorso oramai terminato.
Grazie a tutte, a tutti coloro che hanno dato spazio, voce, invitato, ospitato e permesso a Dalla sua parte di essere non solo un romanzo, ma anche un’occasione e una opportunità per parlare di malattia mentale.
Grazie soprattutto all’A.S.A.R.P, alle Associazioni e alle Comunità, alle scuole che sono i stati i luoghi, oltre le librerie, che hanno permesso confronti e al romanzo di vivere tra le persone.
Grazie alle librerie. Sempre.
Grazie ai lettori, soprattutto, alle tante mail che ci hanno messo in comunicazione,  a chi ha letto Dalla sua parte, a chi lo farà in futuro passando per caso o per volontà in questo blog.
Grazie, soprattutto, perché i libri non scadono mai, e li possiamo scegliere.
Grazie, allora, per aver scelto anche Dalla sua parte.
Mi trovate su facebook, su twitter, sul blog bookmediavents.
Cari saluti,
Isabella Borghese
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I libri sono molto più che libri!

IMG_1259sono stanca di promuovere DALLA SUA PARTE, ma poi non resisto e così saremo anche a Torino, in un fuori fiera. Il fatto curioso è che questa promozione, in generale, la vivo come un dovere verso il mio lavoro, ma soprattutto verso l’impegno che ho messo negli anni che ho lavorato alle diverse stesure. 
e poi c’è la voglia di raggiungere ancora qualcuno, Reggio Calabria, luogo di nascita di un uomo a me molto, molto caro, Luis Hco, come la sua famiglia. e Trieste, per Franco Basaglia, e lì mi augurerei di chiudere questo viaggio lunghissimo, ricco e importante per Dalla sua parte.
Ogni volta che lavoro a un progetto editoriale la spinta e la forza più grandi mi arrivano da quello che spero sempre di donare a qualcuno, chi scrive pensa questo non con presunzione, caso mai con amore, con passione.
poi dopo, invece, mi accorgo di avere sempre io molto da ringraziare per quanto riesca ad afferrare e quanto mi arricchisca io da tutto.
Lo sto vedendo anche con Una bella bici che va… avevo l’idea di realizzare un bel lavoro per il mondo di chi ama la bici. e poi adesso, mentre organizzo la promozione, entro negli ambienti “biciclettari”, incontro chi vive in bici, be’… le mie due bici resteranno fuori, io invece con un pezzetto importante del mio cuore, Cristina, sto cercando quella che sarà la mia bicicletta romana, con le marce, mettendo da parte la paura.
e quindi, come sempre mi ritrovo io a dover ringraziare tutto quello che nasce dai libri. anche gli incontri con persone generose a cui mi avvicino sempre con ammirazione e stima.
e così mentre un viaggio forse sta per finire e un altro è appena iniziato profitto per ringraziare Andrea dei Tetes de Bois, in modo particolare, e Giuseppe Teano, gli autori, FulvioStefano BenniDrughino YariBiblioteca della bicicletta “Lucos Cozza”,A’ Critichella @Ricicloofficina Villaggio Olimpico, VeloLoveStefanoFlorinda che sarà con noi… e tutto quello che comincia a ruotare intorno a questa pedalata collettiva romana e fuori porta… Non fate morire Dalla sua parte, però!  i libri sono molto di più chi libri e questa è la loro potenza più grande.

A presto, Rose

Dalla sua parte. Donne, madri, mogli…

IMG_1582Dalla sua parte a Taormina, neanche l’incantevole paesaggio mi ha distratta dalla presentazione e dalla perfetta organizzazione della Fondazione Mazzullo.

E’ la seconda volta che qualcuno si commuove leggendo al pubblico stralci del romanzo. E’ stata anche la seconda volta che ho parlato del ruolo di Gemma, della sua vera identità, quella che  le è appartenuta quando era in vita, e nonostante l’emozione sono riuscita a controllare con serenità ogni mio stato d’animo.

Nel viaggio di rientro mi sono detta che il merito è stato degli studenti del Majorana, delle loro domande e di questa promessa che mi ero fatta di onestà verso di loro: a ogni domanda avrei rivolta da loro avrei consegnato solo la mia verità. E così, l’emozione che non ho saputo controllare davanti a loro, quando per la prima volta ho parlato di Gemma, la cui rivelazione sarà nel mio secondo romanzo, alla fondazione si è trasformata in una narrazione serena, in un susseguirsi di stati d’animo che non sono riusciti a turbarmi, caso mai ho solo preso atto che parlare di Gemma ormai è possibile, per me.

E poi abbiamo discusso a lungo con i presenti del ruolo delle donne, alla bellezza e anche alla difficoltà del loro dover essere, in contemporanea, donne, mogli, madri, figlie… e qualche volta all’incapacità di riuscire a ricoprire al meglio ciascun ruolo.

Ad oggi resto figlia, donna ci provo ogni giorno, madre chi lo sa… moglie, non è questo un ruolo che amo, penserei piuttosto alla possibilità di restare compagna di un uomo, con cui un giorno, vorrei invecchiare…

Grazie a tutti, a presto Rose

Intervista a cura di Luciana Cameli, blogitaliano.net

Isabella Borghese è giornalista e scrittrice.Il suo primo romanzo è “Dalla sua parte” (Edizioni Ensemble) uscito nel 2013. Ha presentato il suo libro in librerie, spazi culturali e scuole.

Il libro percorre la storia di una donna che oltre a fare i conti con se stessa, si ritrova a gestire i problemi e sentimenti di chi la circonda. Viene trattato il tema del disturbo bipolare e dell’amore libero senza nessun compromesso. La protagonista oscilla tra fughe e rifugi cercando di non pensare al passato e di superare ogni cedimento. Ma in realtà può essere più forte di quanto sembra e nel momento in cui trova tutto e perde tutto, ricomincia a respirare intenta a cercare e trovare ancora.

La scrittura di Isabella ti avvolge, coinvolge, emoziona e coccola dalla prima all’ultima parola.

Ho parlato un po’ con lei.

Isabella Borghese, giornalista e scrittrice. Quanti colori e sfumature hanno la tua scrittura?

Mi interessa, nella scrittura, tutto quello che riguarda l’uomo come persona e anima, motivo per cui la mia attenzione si sposta dalla narrativa all’ambito giornalistico, in modo particolare nel settore del diritto alla casa.

“Dalla sua parte” è il tuo primo romanzo, come è stato accolto?

A quasi un anno dall’uscita (marzo 2013) posso dire di essere molto entusiasta del percorso che sto facendo. Purtroppo raggiungere le librerie è molto faticoso, la casa editrice è piccola, ma questo scoglio non mi ha impedito di attivare con buoni risultati incontri con associazioni, comunità, licei, tutti ambiti in cui la storia che ho narrato è stata accolta con molto interesse.

Nel tuo libro si parla di disturbo bipolare, un sintomo psicologico purtroppo molto diffuso, cosa volevi evidenziare?

Ho raccontato la storia di una famiglia, ma nello specifico come mutano le relazioni stesse all’interno di un nucleo in cui un padre soffre di disturbo bipolare e i figli devono imparare a convivere con i genitori e a vivere anche la propria vita come individui singoli. E’ molto intricato. I cambiamenti, i passaggi, i ripensamenti, possono essere molto forti e anche nella propria vita personale. Ma è importante non fermarsi mai.

I protagonisti della storia sanno scegliersi, ma non necessariamente intendersi. La scoperta è una cicatrice o solo un taglio?

La scoperta è una rivelazione, dunque una possibilità che ci offre la vita, la nostra interpretazione di essa, e la nostra capacità di volercela dare questa possibilità. Dico sempre che il dolore non possiamo cancellarlo, ma per volerci bene è necessario imparare a conviverci, trovare nel dolore stesso risorse per proseguire. La scoperta è la consapevolezza di avere una cicatrice, ma imparare a saperla portare, anche mostrare, e vivere con essa.

Tu credi nel potere delle parole?

Moltissimo. Nelle parole, ma soprattutto nel loro modo di legarsi che poi diventa il modo di raccontare e dunque raggiungere l’anima delle persone. Io scrivo per non tradire i miei sogni di bambina, lo dico sempre, ma anche per difendermi da me stessa qualche volta. E’ stata sempre la mia difesa la scrittura.

Cosa ti infastidisce?

La disattenzione verso gli altri. L’apparenza quando è futile. L’invadenza. La mancanza di rispetto. La chiusura quando non permette di capire chi abbiamo di fronte. L’arroganza. I finti intellettuali. La prevaricazione. La finzione. E la vita mi porta sempre ad allontanarmi da tutto questo. E’ la mia necessità. Bisogna sempre scegliere nella vita, a costo di soffrire, ma mai essere scelti.

La vita è un gabbiano che vola o un corvo che osserva?

Io sono un’osservatrice. Osservare è ciò che amo di più perché mi permette di capire e poi scegliere quale deve essere la direzione del mio “volare”. Non si può volare a caso, prima occorre osservare, e scegliere.

Tu sei felice?

Sono una persona nostalgica, e amo la nostalgia, mi ci cullo teneramente in casa tra i miei ricordi e altro. Sono consapevole che nella vita la tristezza c’è come la serenità, che qualche volta diventa momenti brevi di felicità. Sono felice perché sono anche triste. E dovremmo crescere ed educati con la consapevolezza che non può esistere l’una senza l’altra. essere tristi fa parte della vita, perché ostinarci a stupirci ancora? La tristezza passa, come la felicità.

Chi o cosa cambia il mondo?

Penso che i cambiamenti partono dal nostro personale modo di stare al mondo, con gli altri, rispettando la nostra libertà e quella di chi ci è vicino. E’ importante fare bene nel piccolo, perché nel grande osservo solo una grande distrazione da parte del potere. Ma noi siamo “il quotidiano” e nel quotidiano, per stare bene, abbiamo l’obbligo e la responsabilità della correttezza verso gli altri. Possiamo avvalerci dell’astuzia, ma mai della furbizia.

C’è crisi?

La vedo ogni giorno: negli amici che perdono il lavoro, nella fatica del mio impegno quotidiano, nelle micro imprese che chiudono, nei negozi che abbassano le saracinesche, nelle famiglie che perdono la casa, che non hanno soldi per gli affitti… Spero che questa crisi porti a un cambiamento, e a un circolare di idee, a volte sono anche queste a mancare.

Stai scrivendo il nuovo romanzo, qualche anticipazione?

E’ un lavoro molto differente da Dalla sua parte. Varie le tematiche: la crisi della mobilità romana che affronto in modo surreale, tanto è assurdo. Poi c’è silenzio. Il tema principale che descrive il personaggio maschile principale non l’ho ancora rilevato. Mi son avvalsa però di uno studio approfondito con un ricercatore.

Secondo te è possibile liberarsi dalle catene?

Rosa Luxemburg diceva che “Chi non si muove, non può rendersi conto delle proprie catene”. E’ vero. Credo che per essere liberi la vera difficoltà siano i percorsi per il raggiungimento della libertà stessa. Bisogna farsi carico di grandi sofferenze, rinunce, e tenere sempre sott’occhio i nostri obiettivi, da cui trarre la forza necessaria.

I pensieri sono un assaggio, passaggio o miraggio?

I pensieri ci cullano, ci fanno riflettere, ci portano altrove, ci fanno tornare dove eravamo. Sono dei piccoli viaggi, dei passaggi fondamentali.

Vuoi dire qualcosa ai nostri lettori?

Dalla sua parte ha avuto un percorso lungo prima della pubblicazione. Mi è stato consigliato sempre da addetti ai lavori di iniziare con altri testi per uscire come autrice. Ma non ho voluto, ho deciso di proseguire per la mia strada, senza catene appunto. E oggi continuo a pensare che se non ci fosse stato Dalla sua parte, non sarei mai esistita io come autrice. Non mi sarebbe interessato. Ed è il valore più importante del romanzo. Per questo vi invito a “fare un viaggio” nel mio blog: https://dallasuaparte.wordpress.com/

[di Luciana Cameli]